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5 pesticidi classificati come cancerogeni per l’uomo

pesticida5 pesticidi classificati come cancerogeni per l’uomo

Lo IARC (Centro Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS) lo scorso 20 marzo ha pubblicato l’aggiornamento della classificazione di 5 pesticidi.

Si tratta di un erbicida (glifosate) e due insetticidi (malathion e diazinon), dichiarati probabili cancerogeni per l’uomo e come tali inseriti nel gruppo 2A.

Altri due insetticidi, parathion e tetrachlorvinphos, sono stati riconosciuti come possibili cancerogeni umani (2B) sulla base degli studi sugli animali in laboratorio.

Il giudizio, espresso da 17 esperti, è stato sintetizzato in un documento pubblicato su “The Lancet Oncology”1 e rientra nella rivalutazione di questi composti in corso da tre anni, e che sarà oggetto della monografia IARC numero 112.

Finora l’esposizione ai pesticidi era risultata correlata a un aumento dei casi di leucemie infantili e malattie neurodegenerative, Parkinson in testa.

Dal nuovo documento emerge invece una forte correlazione epidemiologica tra l’impiego del glifosate (riscontrato anche nel sangue e nelle urine degli agricoltori) e il linfoma non-Hodgkin.

L’inserimento nel gruppo 2A è legato anche alle prove – più solide – di danno al Dna acquisite in laboratorio da studi in vitro.

Il glisofate è l’erbicida maggiormente utilizzato nel mondo, ed è noto con il nome commerciale di RoundUp (Monsanto). Il suo consumo ha conosciuto un forte aumento con l’introduzione degli OGM.

Nell’articolo pubblicato su Lancet viene motivato questo inserimento in categoria 2A in quanto oltre agli studi sugli animala da laboratorio: “studi caso-controllo condotti nell’ambito di esposti professionali, negli Stati Uniti, in Canada ed in Svezia, hanno rilevato un aumento di rischio di linfoma non-Hodgkin, aumento di rischio che rimane evidente anche dopo la valutazione della esposizione ad altri pesticidi.

Sulla base di questi dati il gruppo do esperti conclude che esistono prove sufficienti del suo potenziale cancerogeno nell’animale da laboratorio, e prove “limitate” nell’uomo: “è stata osservata una associazione positive fra esposizione a questo agente e la comparsa di tumori, ma altre spiegazioni, fra cui il caso, non possono essere escluse” viene riportato nelle conclusioni dell’articolo di Lancet.

La coorte AHS2 non ha rilevato, al contrario alcun aumento di rischio per questa forma di linfoma.

Segnaliamo che a livello europeo l’Efsa (Autorità Europea sulla Sicurezza degli Alimenti) sta rivedendo le sue conclusioni in merito alla valutazione del glifosate, conclusioni che saranno disponibili dopo la prossima estate.

Gli altri prodotti oggetto dell’aggiornamento classificatorio IARC sono:

1) Malathion: è‘ un insetticida utilizzato sia in agricoltura che a livello domestico per la disinfestazione. L’impiego di questo pesticida a livello professionale potrebbe aumentare il rischio di cancro alla prostata e di linfoma non-Hodgkin. L’evidenza sull’uomo deriva da studio sugli esposti, per lo più agricoltori condotti negli USA, Canada e Svezia pubblicati dal 2001: classe 2° probabili cancerogeni per l’uomo,

2) Diazinon: altro insetticida impiegato sia in agricoltura che negli ambienti domestici. Il Diazinon sarebbe correlato all’aumento del rischio di cancro al polmone e di linfoma non Hodgkin. L’evidenza negli umani deriva da studi condotti dal 2001fra gli agricoltori esposti in USA e Canada. La classificazione nel gruppo 2A si basa anche sulla forte evidenza che il diazinon induce danni al DNA: classe2A probabili cancerogeni per l’uomo,

3) Paration: Insetticida già oggetto di restrizioni in alcuni Paesi. E’ un pesticida utilizzato in agricoltura contro le infestazioni da parassiti: classe 2B possibile cancerogeno per l’uomo,
4) Tetrachlorvinphos: c
ome nel caso del Paration, si tratta di un insetticida già oggetto di restrizioni in alcuni Paesi: classe 2B possibile cancerogeno per l’uomo,

L’utilizzazione di nessuno di questi 4 insetticidi è oggi autorizzata nell’Unione Europea.

Pur tuttavia a fine novembre 2014, segnaliamo, che il malathion è stato riutilizzato, sulla base di una deroga, in Guyana per impedire la propagazione del chikungunya.

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