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Se e quando il Medico Competente può essere sostituito

In quali casi e con quali presupposti è ammessa tale sostituzione. Obblighi e responsabilità del Medico Competente “sostituto”.

Si assiste spesso alla prassi della sostituzione del Medico Competente nominato dall’azienda con un medico sostituto.

A fronte di tale pratica, a volte anche frequente, val la pena qui ricordare per sommi capi come sia regolata giuridicamente tale materia.

L’Interpello Min.Lav. prot.n.25/I/0001768 del 23.02.2006

Nel ricostruire nei suoi tratti essenziali tale disciplina, il pensiero corre anzitutto all’Interpello Min.Lav. prot.n.25/I/0001768 del 23.02.2006, che specifica, con riferimento alla figura del Medico Competente, che “la prassi di farsi sostituire da un collega deve ritenersi non consentita alla luce delle norme vigenti. L’unica eccezione a questo orientamento può consistere nella assenza per malattia o in altri impedimenti oggettivi del medico competente, a seguito dei quali potrebbe verificarsi la necessità della sua sostituzione, sempre su incarico del datore di lavoro, con altro medico.”

L’Interpello precisa inoltre che “è evidente tuttavia, che in questo caso il sostituto, per il periodo di nomina, risponderebbe personalmente del proprio operato e nell’eventualità di controlli sanitari periodici già programmati, dovrà necessariamente provvedere non solo all’effettuazione materiale della visita ma anche al rilascio del certificato di idoneità alla mansione, assumendosi la piena responsabilità della valutazione operata.”

In linea con quanto affermato dal Ministero del Lavoro in tale Interpello, un verbale del 2010 del Dipartimento di Prevenzione (Articolazione PISLL) di Firenze specifica, con riferimento alla figura del Medico Competente, che “possono essere previste occasionali sostituzioni per cause di forza maggiore (assenza per malattia, per ferie, ecc. del medico incaricato e presenza di scadenze non dilazionabili come visite preassuntive, visite dopo assenze superiori a 60 giorni, scadenze delle visite periodiche, ecc.) chiarendo che i certificati di idoneità devono essere redatti e firmati dal medico competente che ha effettuato la visita medica.” (Allegato al Verbale della riunione del 20 aprile 2010 dell’Articolazione PISLL ex art. 67 L.R. 40/2005 a Firenze – Fonte SNOP.)

E in ogni caso il Medico Competente che, sulla base dei presupposti su indicati (es. impedimento oggettivo del Medico Competente aziendale), sostituisca quest’ultimo, deve essere formalmente nominato dal datore di lavoro.

Non va dimenticato infatti che ciò che fa da sfondo a tale disciplina è il rapporto fiduciario tra Datore di lavoro e Medico Competente. Come sottolineato in termini generali dallo stesso documento fiorentino, infatti, “il rapporto biunivoco chiaro tra MC e Unità produttiva (intesa anche in termini di reparto, dipartimento o comunque unità/struttura lavorativa in sé identificabile e delimitabile) tutela efficacemente il lavoratore, non fa trovare scoperto il DL, e definisce in maniera chiara le caratteristiche ed i limiti della responsabilità delle varie figure del sistema di prevenzione aziendale anche nei confronti dell’Organo di Vigilanza e dell’Autorità Giudiziaria)”. Ciò vale primariamente in caso di nomina di più medici competenti (tema a cui tale documento è specificatamente dedicato) ma anche, concettualmente per quanto attiene alla definizione del perimetro del rapporto tra il Medico Competente e l’azienda/il datore di lavoro, in caso di nomina di un medico sostituto nei casi previsti dalla disciplina richiamata.

Tutto ciò ricordando sempre, in ogni caso e quindi anche nel caso qui preso in esame, che gli obblighi che gravano su un Medico Competente quando viene nominato da un datore di lavoro sono obblighi che “viaggiano in blocco”.

Se prendiamo ad esempio in considerazione gli obblighi del Medico Competente elencati nell’art.25 del decreto 81/08, questi non sono dissociabili tra loro e questo principio non conosce deroghe.

Un’applicazione di tale principio si ha anche nel caso della nomina di più Medici Competenti.

In un verbale del 12 aprile 2010 relativo ad un incontro della Procura di Torino con gli operatori ASL in merito al raccordo e alle interpretazioni delle norme del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) così come modificato ed integrato dal decreto legislativo n.106/09, ad esempio, viene precisato, con riferimento all’art.39 comma 6 D.Lgs. 81/08, “che nel caso di nomina di più medici competenti esiste una responsabilità concorrente in relazione agli obblighi definiti dalla norma. In particolare il medico competente che effettua la sorveglianza sanitaria deve anche collaborare alla valutazione dei rischi e visitare i luoghi di lavoro in relazione ai lavoratori da lui controllati.

 

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